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Cura e manutenzione

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Cura e manutenzione di una canna in bambù

Le canne in bambù sono attrezzi da pesca molto più robusti e meno delicati di quanto si creda comunemente; la foto seguente ne è una dimostrazione. Anche se sconsiglio simili forzature, questa canna è ancora perfettamente integra nonostante lo stress cui è stata sottoposta, e non solo questa volta.


 Con un minimo di cura e di attenzione, una canna in bambù potrà pescare con voi per tutta una vita seguendo tre semplici regole:

·         Trasportare sempre la canna nel suo tubo di protezione e, se bagnata,  asciugatela sempre prima di introdurvela

·         A riposo, conservare la canna in luogo asciutto ed appesa verticalmente

·         Proteggere la ferrula dallo sporco.

 E qui ci potremmo anche fermare.  

 Infatti, quanto scritto dietro - che potrebbe sembrare anche complicato - sono in realtà consigli ed indicazioni che  completano i concetti  precedenti  e che poi, nella maggior parte dei casi,  sono regole di universale buon senso e non riferite specificatamente alle canne in bambù.



 

PER EVITARE ROTTURE

La maggiore causa di rotture di una canna da mosca non è originata dall’azione di pesca, dal pesce grosso ecc. ma dall’auto e dagli amici che ci accompagnano nella gita di pesca. E’ dimostrato  che i maggiori incidenti  si verificano per la chiusura accidentale  del portabagagli o delle portiere, perché la canna viene messa alla rinfusa nel portabagagli, perché si appoggia  in terra e qualche “amico” inavvertitamente la calpesta, ecc.  Per quanto detto in precedenza:

·         in viaggio tenete  sempre la canna nel suo tubo di protezione;

·         quando andate a pesca montate sempre  per ultima la canna;

·         quando invece tornate dalla pesca,   per prima cosa rimettete la canna nel tubo e poi fate tutto il resto;

·         non lasciate la canna per terra ne tantomeno a giro (un colpo di vento la può sempre far cadere).

·         In pesca, sul recupero del pesce, evitate di fargli fare una curva a “J” o ad “U” troppo stretta; oltre un certo grado non esiste materiale che resista;.

·         la stessa cosa potrebbe capitare quando la coda si annoda intorno alla vetta. Se non ce accorgiamo e forziamo il recupero, si crea un angolo molto acuto ed  il rischio di rottura della vetta dove è molto fine è possibile.

 

CONSERVAZIONE DELLA CANNA

Il miglior modo di conservare una canna in bambù è nel proprio fodero di stoffa, appesa verticalmente, e riposta in luogo fresco ed asciutto.  La normale stanza in cui viviamo è perfetta per questo.

·          Sono da evitare però la vicinanza di fonti di calore come termosifoni o l’esposizione diretta ai raggi del  sole (specie  in auto dove nei mesi estivi si raggiungono  temperature elevate) come pure luoghi umidi come le cantine. Evitare anche di tenere la canna appoggiata inclinata al muro.

·         Se siete costretti a tenerla a lungo nel  tubo, togliere almeno il tappo; l’aria per quanto possibile “deve” circolare per evitare ristagni di umidità..

·         Non abbiate però timore a fare una foto ad un pesce con la canna nell’acqua oppure a pescare una giornata sotto la pioggia: non succederà assolutamente niente. L’unica accortezza sarà quella, prima di riporre la canna,  di asciugarla con un semplice fazzoletto

·         Per pulire una canna sporca utilizzare acqua tiepida  con un po’ di sapone neutro, un pennello ed un morbido straccio. Da evitare sulla vernice lo spirito o qualsiasi altro solvente, la potreste rovinare. Ottimo invece lo spirito per pulire il manico in sughero.

 

CURA DELLA FERRULA

·         Quando montate o smontate la canna abbiate sempre cura, quando esercitate pressione, che i due pezzi siano sempre perfettamente in asse.

·         Nel caso abbiate montato in modo disallineato il tallone con la vetta, estraete la vetta e rimontatela curandone l’allineamento. Non cercate mai di allineare gli anelli girando la vetta o il tallone.

·         Circa la pulizia dovrebbe essere sufficiente tenere la femmina protetta dall’apposito tappino e, solo se necessario, pulire in maschio con un normale fazzoletto.  Il fitting maschio/femmina ha delle tolleranze minime valutabili in millesimi di mm. e se va bene evitate di intervenire.  Le tolleranze sono impalpabili e basta poco per cambiarne l’assetto.

o    Tuttavia se sentite che il maschio non entra fluidamente, per prima cosa accertarsi se lo stiamo inserendo perfettamente in asse e che non sia sporco. Altrimenti pulire il maschio con un fazzoletto.

o    Se ancora non entra bene, provare a pulire anche la femmina (fazzoletto o cotton fioc) e fate attenzione che non rimanga dentro  alcunché: un pelo di cotton fioc è già uno spessore sufficiente a rendere difficoltoso l’inserimento.

o    Non utilizzare mai olio o lubrificanti liquidi del genere; favoriscono d’adesione di particelle di sporco. Per rendere più fluido l’inserimento strusciate sul maschio un pezzetto di sapone di marsiglia. Viceversa, se l’inserimento è troppo lasco si può indurire strusciandovi sul maschio un pezzo di paraffina (candela).

o    Non utilizzare mai carta abrasiva, anche se finissima. Al massimo potete lucidare la ferrula con paglietta metallica #0000. In questo caso proteggere con del nastro adesivo la parte brunita e verniciata che altrimenti rovinereste. Una volta sicuri che maschio e femmina sono puliti:

o    Se la superficie di inserimento appare solo visivamente “sporca” (non lucida, opaca) ma il fitting va bene, lasciate tutto così nel suo equilibrio.  Evitate quindi, per eccesso di cura,  di pulirla, sia con il fazzoletto  e ne tantomeno con la paglietta 0000, non utilizzare ne sapone o paraffina: squadra vincente non si cambia.

 

 

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